Quo vadis, Graecia?

Pubblicato il da pot-pourri

http://www.33ff.com/flags/M_flags/flag_of_Greece.gifPovera Grecia, nostra compagna di sventura!

"Una faccia, una razza", recita un loro proverbio, ripetuto tale e quale al turista italiano di passaggio... In effetti, molte cose ci accomunano: dall'indolenza tipica dei popoli mediterranei, alla faciloneria, alla poca professionalità diffusa (tradotto: arte di arrangiarsi), fino alla corruzione su larga scala e alla "mala gestio" politica (ben inteso, fermo restando l'affetto profondo che provo per la Grecia e il suo Popolo). E così, eccoci più o meno sulla stessa barca, noi col mandolino e loro col bouzouki. Loro a un passo dal baratro e noi a due.

La fatidica e terribile parola "default" (il fallimento, la bancarotta, che dir si voglia) sta assumendo contorni concreti: il Ministro dell'Economia greco Venizelos ha fatto sapere che le casse dello Stato potranno tenere fino a metà novembre prossimo, dopodiché, se la sesta (!!) tranche di aiuti europei non verrà erogata, si rischierà la bancarotta incontrollata.

Eppure il Governo Greco ha messo a punto ben tre manovre consecutive in 15 mesi, chiedendo alla popolazione sacrifici massacranti, per non dire che l'Industria del Turismo - colonna portante dell'Economia greca - ha registrato quest'anno un vero boom grazie ai prezzi calmierati, ai pacchetti vacanze economici, alla crisi dei Paesi concorrenti come Egitto e Marocco. Ma tutto questo non è bastato, non basta e non basterà ad evitare il disastro. Lo scenario quotidiano è davvero deprimente: i negozi chiudono uno dopo l'altro, gli scioperi e le proteste dilagano, tutto rincara. Nelle città peggio che altrove: molta la gente costretta ad elemosinare, molta quella che fruga nei cassonetti. Nei villaggi, dove per lo più si vive di agricoltura, le cose vanno un po' meglio: se non altro c'è da mangiare e vige la ferrea legge del mutuo soccorso tra familiari, dove la solidarietà è considerata un dovere.

Il Governo Greco sta facendo di tutto per rastrellare fondi: 20% di tagli alle pensioni sopra i 1500 Euro, licenziamento di 30 mila dipendenti pubblici... Soluzioni pesantissime, ma nessuna certezza che la Grecia ce la farà. E intanto il Pasok (partito al Governo) si trova pure nella spiacevole e paradossale situazione di dover fronteggiare la rivolta dei suoi stessi deputati che non se la sentono di avallare misure tanto drastiche, senza reali prospettive di crescita.

E ancora: Moody's ha declassato di recente ben 8 banche greche: la Grecia rappresenta il 3% del debito pubblico europeo...

Infine, non sottovalutiamo il rischio che, se la Grecia non ce la farà,  forze antidemocratiche potrebbero trarre vantaggio dalla situazione: un déjà-vu che sicuramente non sarebbe auspicabile.

Ma allora: quo vadis, Graecia, dove vai bella, cara e dolce Grecia... Non più la Grecia di Elitis, che "con passo sicuro entra nel mare"! Purtroppo al momento la bussola è impazzita, la rotta è persa, l'equipaggio è ammutinato e tu sei una povera zattera in balìa delle onde, un'ennesima barca alla deriva in questo disgraziato Mediterraneo!

 

 

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M
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